NEWSPUGLIA.COM

Tutte le notizie della Puglia

CALENDARIO

Mese Precedente Set 2010 Mese Successivo
DoLuMaMeGiVeSa
1 2 3 4
5 6 7 8 910 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Brindisi. L'Ordine dei medici chiede per Brindisi un Centro di Protonterapia


La proposta, condivisa all'unanimità dal consiglio direttivo dell'Ordine, è finalizzata a migliorare la lotta ai tumori in provincia di Brindisi. Nella foto Emanuele Vinci, presidente dell'Ordine dei Medici



 

Creare a Brindisi un Centro di Protonterapia presso l’ospedale “A. Perrino”. La proposta è condivisa all’unanimità dall’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Brindisi ed un apposito documento in cui si esprime tale esigenza è stata inviata, a firma del presidente dell’Ordine Emanuele Vinci, al presidente della Regione e al suo assessore alle Politiche della Salute, al presidente della Provincia, a tutti i sindaci del Brindisino e al direttore generale dell’Asl BR.
Nel documento dell’Ordine si afferma che “Brindisi si presenta con le carte in regola per ospitare nell’Ospedale del capoluogo questa iniziativa industriale che dovrebbe vedere il necessario coinvolgimento delle istituzioni oncologiche e scientifiche della intera Puglia. Brindisi infatti possiede gli spazi necessari, una consolidata attività clinica di oncoematologia, radioterapia, medicina-nucleare, vede la presenza dell’Università del Salento, dell’Enea e del CNR e possiede purtroppo anche primati per le malattie tumorali e per la migrazione sanitaria”.
L’Ordine dei medici dichiara, pertanto, il proprio sostegno a questa iniziativa ed invita le Istituzioni e gli Enti locali a farsi parte attiva per richiedere ed accogliere l’innovativo progetto.
Si tenga conto che in questi giorni è entrato in funzione a Pavia il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica che effettuerà radioterapia con protoni e ioni carbonio.
Il vantaggio per gli ammalati – è spiegato nel documento dell’Ordine dei medici - sarà costituito soprattutto dalla possibilità di concentrare la dose di radiazioni nel tumore con un risparmio quasi totale dei tessuti sani. E ciò comporterà che al tumore si potranno erogare dosi più elevate, con maggiore possibilità di vincerlo, ed ai tessuti sani dosi irrisorie senza più le complicanze immediate e tardive della radioterapia con fotoni ed elettroni oggi disponibile.
”La Puglia (ed il Sud) non può permettersi – è scritto nel documento dei medici - di rimanere al palo in tema di innovazione tecnologica ma deve interrompere la tradizione che la vede tributaria di malati e di intelligenze verso le regioni del Nord nel campo delle cure più avanzate”.
A fine novembre scorso è stato presentato un progetto industriale per la realizzazione di un centro di protonterapia nella nostra regione. Si tratta di un progetto italiano che potrà essere realizzato a costi molto più contenuti rispetto a quelli finora necessari grazie all’introduzione di particolari innovazioni. “Ma soprattutto – afferma l’Ordine dei medici - la realizzazione in Puglia di un centro di protonterapia farebbe risparmiare nei prossimi anni alla sanità regionale i costi per le cure dei pugliesi nei centri di Pavia e Trento, che avranno sicuramente basato parte dei loro piani economici anche sul prevedibile afflusso dei nostri ammalati”.
A parere dell’Ordine dei medici della provincia di Brindisi “presto i vantaggi in termini di maggiori successi e minori complicanze delle cure con protoni giungeranno a conoscenza, grazie anche alla “rete”, di tanti ammalati che pretenderanno, giustamente, le cure migliori. Ma i vantaggi di un centro di protonterapia in Puglia sarebbero molteplici. Si richiederanno infatti nella fase di progettazione, costruzione, gestione e sviluppo del nuovo Centro le competenze di ingegneri, fisici, tecnologi, economisti, statistici, sociologi, biologi, medici, farmacologi; saranno necessarie interazioni con le Università, gli enti di ricerca nonché le aziende private già presenti sul territorio.
La Puglia sarebbe meta anche dal Mediterraneo di pazienti bisognosi di questa speciale terapia e dovrebbe curare l’accoglienza delle loro famiglie”.


Pubblicato il 04/03/2010 alle ore 15:43:56